L’Istituto per la storia del Risorgimento italiano (ISRI), la cui sede centrale è ubicata a Roma nel complesso del Vittoriano, è un ente di studio e ricerca con base associativa e con personalità giuridica pubblica, vigilato dal Ministero per i beni e le attività culturali e per il turismo, inserito nel sistema strutturato a rete degli enti operanti nel campo della ricerca storica ed è coordinato dalla Giunta storica nazionale (ai sensi dell’articolo 5, comma 2, del decreto legislativo 29 ottobre 1999, n. 419, e dell’ articolo 1, comma 2, del decreto del Presidente della Repubblica 11 novembre 2005, n.255).
L’Istituto, che è uno dei cinque Istituti storici nazionali, si occupa della promozione degli studi sul Risorgimento e sul “lungo Ottocento”, dall’età delle rivoluzioni alla Prima guerra mondiale.
L’Istituto è nato ufficialmente nel 1935 a seguito del R. D. 20 giugno 1935 che mutava il nome della Società Nazionale per la storia del Risorgimento nell’attuale Istituto per la storia del Risorgimento italiano.
Quindi, l’Istituto svolge i seguenti compiti:
– la promozione e il progresso degli studi sulla storia d’Italia dal periodo preparatorio dell’Unità e dell’Indipendenza sino al termine della Prima guerra mondiale, attraverso la raccolta, la conservazione e la messa a disposizione a fini di studio e ricerca di documenti, pubblicazioni e cimeli;
– la cura di edizioni di fonti, di memorie e di studi specialistici;
– l’organizzazione di congressi scientifici;
– l’adozione di iniziative volte a diffondere i risultati di tali studi presso la società civile ed in particolare verso coloro i quali hanno responsabilità d’insegnamento.
L’ISRI recepisce i valori della Costituzione della Repubblica Italiana, della Dichiarazione universale dei diritti dell’uomo, della Convenzione europea dei diritti dell’uomo e della Carta dei diritti fondamentali dell’Unione Europea e si impegna, nelle sue attività, al rispetto di essi.
Considera la pari dignità delle persone quale proprio valore fondamentale e, pertanto, promuove il superamento di ogni tipo di discriminazione, garantendo pari opportunità nell’accesso allo studio e al lavoro, nella progressione di carriera del personale.
Promuove l’equilibrata rappresentanza di genere in ogni aspetto delle attività di studio e di ricerca scientifica e, in particolare, nella composizione degli organi collegiali.
Afferma il proprio carattere pluralista, indipendente e libero da ogni condizionamento confessionale, ideologico, partitico o economico, improntando la propria azione al metodo democratico, garantendo e tutelando la libera espressione del pensiero, la più ampia partecipazione ai processi decisionali nella ricerca storica e scientifica, la loro trasparenza e la pubblicità degli atti. Opera affinché tutte le decisioni siano frutto di comportamenti integri o obiettivi.
Si adopera nei confronti delle persone disabili a rimuovere gli ostacoli alla partecipazione alle proprie attività e alla fruizione dei servizi di studio, di ricerca e di utilizzo degli spazi espositivi.
Promuove le condizioni per rendere effettivo il diritto allo studio e all’approfondimento storico.
Valorizza le competenze, le esperienze, le capacità e l’impegno di chi opera nelle sue strutture.
Imposta le proprie attività su criteri di economicità, efficienza ed efficacia, nel rispetto dei principi dell’autonomia delle strutture scientifiche e didattiche, della programmazione, della valutazione, della responsabilità degli addetti, della verifica della coerenza tra obiettivi e risultati.
In ogni Provincia o città Metropolitana può essere costituito un Comitato territoriale, secondo quanto previsto dallo Statuto, al quale spetta la realizzazione locale dei compiti dell’ISRI stesso.
Il Comitato di Piacenza dell’Istituto per la storia del Risorgimento italiano, oltre ad assolvere e sviluppare le funzioni statutarie, ha la responsabilità della sorveglianza del Museo del Risorgimento, sito presso “Palazzo Farnese” in Piacenza, promuovendone la conoscenza e la sua valorizzazione.